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20
settembre
2003
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FOLKLORE
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LE FESTE “DUL SCARGHÉ” IL RITORNO DEGLI ALPIGIANI E DELLE LORO BESTIE
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di Giulio Frangioni>br>
Domenica 14 settembre c`è stata a Crampiolo, simpatico agglomerato di baite dell`Alpe Devero, la festa “dul Scarghè”, cioè del ritorno degli alpigiani e delle loro bestie al piano dopo la monticazione estiva. E` una festa tornata in auge in questi ultimi anni ma che ha radici antiche quanto quella della pastorizia, ed comune in tutti i siti estivi delle nostre montagne. Purtroppo in molte zone questa tradizione si è persa anche se ultimamente c`è un certo risveglio di attenzione per questo tipo di tradizioni, che al di là del folklore sono un giusto riconoscimento per un’attività molto importante per la vita e l’ambiente alpino.
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Tutto ha origine nei tempi passati quanto la quotidianità era scandita, nel bene o nel male, dalla stretta correlazione con la natura e l`alternarsi delle stagioni, e nei confronti delle bizzarie del tempo non c`era altra soluzione che affidarsi a qualche santo, a cui appunto si faceva riferimento per tutti gli eventi importanti.
Gli statuti delle comunità sono molto precisi in questo senso. Quelli di Ausone, risalenti al 1588 stabiliscono che nessuno “...osi, o presuma di inalpare, o in altro modo condur bestie nelle sourascritte Alpi prima della di San Giovanni Battista (24 giugno) sotto la pena di lire sei imperiali...”, mentre il rientro non deve avvenire oltre la festa di San Bartolomeo (25 agosto), questa volta con una multa di lire dieci imperiali.
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Anche gli Statuti di Varzo del 1321 prevedevano le stesse date sia per l`inalpamento di Veglia, il famoso “caria” del dialetto locale, che per il ritorno. Ad Antrona le regole fissavano tempi più lunghi: non si poteva condurre bestie sulle alpi prima del 29 maggio se non sulle Alpi dei Cavalli, ma tenendole nelle cascine, né scaricarle fino al giorno della B.V. Maria di settembre. Pena prevista 3 lire imperiali per ogni bestia e per ogni giorno.
Lo sfruttamento dei prati-pascoli più alti sulle montagne dell`Ossola dura circa 60-90 giorni inizando appunto verso la metà di giugno, preceduto e seguito da un periodo di permanenza sulle alpi di mezza quota. Qui nella tarda primavera viene usato il foraggio dell`anno precedente mentre il rientro di fine estate è l`ultima fienagione ad essere sfruttata. Oggi però la tendenza è quella di saltare questi siti che negli ultimi tempi hanno sofferto di più l`abbondono, spesso preda del ritorno del bosco.
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Anche nel vicino Vallese si festeggia il ritorno degli alpigiani con diverse manifestazioni, tra cui una delle più rinomate è la “Schafersonntag” che tradotto suona più o meno come la domenica dei pastori o la domenica delle pecore. In realtà la data storica era quella del 28 agosto, ma per la gioia dei turisti ed un pò di spirito imprenditoriale turistico degli svizzeri, è stata definitivamente fissata per l’ultima domenica di questo mese.
Si svolge a Belalp sopra Briga ed è il ritorno delle greggi di Schwarznose, le tipiche pecore vallesane dal muso nero e dall’abbondante pelo che paiono uscite a un fumetto. Dopo aver stazionato per lungo tempo sulle pendici che sovrastano il ghiacciaio dell’Aletsch, il più lungo d’Europa, vengono radunate per poi essere incolonnate nel lungo sentiero che con poco dislivello raggiunge il pulpito dove è adagiato anche l’Hotel Belalp. Qui le pecore sono condotte in un grande recinto e per gli esausti pastori è il momento del meritato riposo. Sarà il giorno dopo, smaltita gli effetti della festa, il momento per dividevere le bestie fra i vari proprietari e quindi il rientro nelle proprie case.
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