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7
marzo
2004
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IL TEMPO
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| IL FOEHN E LO STAU
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Come ben si sa, l`aria riscaldata dal suolo tende a salire di quota in quanto più leggera. Ma accade anche che forti venti spingano l`aria ai piedi di una catena montuosa: trovando l`ostacolo l`aria sale di quota, sempre con la spinta del vento.
Ora, se l`aria interessata è molto secca, non si avranno formazioni di nubi; per contro si registrerà un forte abbassamento della temperatura in quota. Viceversa, in presenza di aria umida, si ha la formazione di nubi e di piogge consistenti. Ma vediamo nel dettaglio cosa succede.
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Abbiamo detto che l`aria sale di quota sotto la spinta del vento: è un moto forzato e veloce che causa una rapida condensazione dell`umidità per effetto della repentina diminuzione della temperatura. Quindi, nel versante esposto al vento, si avranno delle precipitazioni di carattere intenso anche se non violente (effetto stau). A questo punto, l`aria che supera la sommità del monte, è praticamente priva del suo originario contenuto di umidità; ma si tratta di aria fredda che tende a precipitare verso valle.
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Perdendo quota tende a riscaldarsi: in pratica si comprime a causa della pressione atmosferica, aumenta la sua temperatura ma non è soggetta a scambi di energia termica con l`ambiente circostante. Il fenomeno si chiama ”riscaldamento adiabatico”: come se ci fosse una bolla di sapone nella quale aumenta la temperatura al suo interno ma non all`esterno della stessa. A valle arriva quindi una massa di aria calda che genera l`effetto foehn. Questo fenomeno è riconoscibile quando si notano delle masse nuvolose addossate ai rilievi montuosi ma che non superano il versante
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